Dal dopo guerra agli anni settanta

Nel 1946, a Padova, nasce il CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e nello stesso anno, nel cuore della cittadella universitaria viene fondato il Cus di Bologna, una delle prime sezioni è quella dell’atletica leggera.
Nel 1947 i primi campionati nazionali universitari proprio allo stadio comunale di Bologna (ora Dall’Ara) il medagliere complessivo dei giochi vede 8 ori, 7 argenti e altrettanti bronzi per il Cus Bologna che si piazza secondo nella classifica a squadre dell’atletica.
Oro per Roveri (martello), Bonamico (lancio del peso) e Del Bono (salto triplo), secondi posti di Capelli nei 100 (padre della prof.ssa Alessandra nostra collaboratrice), quello di Rossi (Bruno, il primo presidente del Cus Bologna) nel giavellotto, quello di Kuk nel disco.
Il primo titolo italiano del Cus Bologna Atletica a livello assoluto è firmato, nel 1952, da Celso Mongardi, studente di ingegneria originario di Imola, che si impone nel decathlon.
Negli anni sessanta l’atletica del CUSB si concentra al campo antistadio dove le ragazze allenate da Luciano Martelli e Ermanna Orsoni proseguono la tradizione che, a partire da Ondina Valla e Claudia Testoni fino a Donata Govoni fanno di Bologna un riferimento per l’atletica femminile.

Dagli anni settanta alla serie A

Nei primi anni settanta viene rifondato il settore maschile affidando l’incarico a tre giovani ex atleti giunti in città nel centro sportivo dei carabinieri, sono: Sandro Buttignon, Antonello Ferluga e Francesco Franceschetti, che diventerà il Presidente del CUSB e rimodellerà la società madre nella struttura attuale, moderna e organizzata.
Negli anni Ottanta il Cus Bologna precorre i tempi e sottoscrive una intesa con la Francesco Francia di Zola Predosa, realtà emergente dell’atletica bolognese, una operazione che ai giorni nostri verrebbe chiamata di “concentrazione societaria”.
Arrivano subito risultati straordinari e Bologna torna ad essere uno dei centri dell’atletica italiana.
Ci sono le convocazioni in nazionale per le bolognesi: Letizia Magenti (400 e 800), Patrizia Guizzardi (400 ostacoli), Carlotta Dall’Olmo (100 e 200), Alessandra Bonfiglioli (salto in alto), Silvia Serra (salto in lungo), Claudia Legali (100 ostacoli), Nazareno Panaia (400), Marco Lambertini (salto in lungo e triplo). E successivamente Marco Chini (3000 e 5000), Gianni Bruzzi (800 e 1500), Andrea Amici (100), Elisa Manni (400 ostacoli), Stefania Baldari (lancio del disco), Valentina Boffelli (eptathlon), Sonia Poggi (100 ostacoli) fino ai giorni nostri, con i primati italiani assoluti di lancio del martello e l’olimpiade di Ester Balassini.

L’atletica del CUS Bologna negli anni di Nebiolo

In quegli anni l’atletica, sotto la presidenza FIDAL di Primo Nebiolo, diventa l’atletica dei meetings, della televisione, del Golden Gala.
L’atletica copia il calcio, arrivano gli sponsor, inizia il mercato degli atleti, vengono incentivate le società militari.

Ai migliori atleti del CUSB vengono fatte offerte che non si possono rifiutare e per mantenersi ad alto livello nazionale bisogna operare sul mercato.
Nel 1987 Alessandra Bonfiglioli fresca campionessa italiana di salto in alto viene ceduta a un grosso club, in cambio arriva da Torino Barbara Fiammengo, grande talento giovanile a cui gli infortuni hanno sbarrato la strada verso una luminosa carriera. Al CUSB Barbara rinasce vincendo i titoli italiani nel 1988 e nel 1990. Arriva Serenella Sbrissa che a Bologna conosce i suoi momenti migliori con i titoli assoluti nel 1994 e nel 1996 negli 800 e nei 1500.

Gli anni del CUS Universo Bologna

Sembra quasi che gareggiare per il CUS Bologna sia un toccasana per le diverse atlete che scelgono di vestire i colori bianco-rossi ottenendo risultati straordinari. Merito anche della sponsorizzazione di Universo Assicurazioni e grazie all’opera di Anna Maria Carli diventata nel frattempo dirigente della sezione atletica ed eletta anche vice presidente della Federazione italiana di Atletica Leggera. Ricordiamo la quattrocentista israeliana Orit Kolodny, la cubana divenuta bolognese per matrimonio, Thaimì O’Reilly Causse, Veronica Becuzzi, Barbara Ottaviani, Santa Compagnoni, Anna Maria Ferraro, la signora Andrei Agnese Maffeis e Franca Fiacconi che nel 1998, unica donna italiana, vinse la maratona di New York indossando la maglia del CUS Universo Bologna e ancora Anna Rita Luciano e Elena Martino componenti della 4×100 della nazionale.
Ma la storia della sezione atletica del CUSB è fatta da un enorme numero di atleti e atlete che hanno iniziato, sono cresciuti e arrivati ai massimi livelli sulle piste e pedane di Bologna, personaggi noti forse solo alla cronaca locale ma che costituiscono il tessuto di valori ed esperienza di questa società sportiva, atleti che non possiamo elencare senza correre il rischio di dimenticarne qualcuno.
L’accordo con la Francesco Francia porta le squadre assolute a confluire nel CUSB e quelle giovanili nella F.Francia, questo sodalizio sportivo ha portato Bologna in primo piano in campo nazionale e le due società potevano contare su rapporti con gli insegnati di educazione fisica e le scuole, un radicamento diffuso sul territorio e soprattutto un numeroso gruppo di tecnici di notevole valore.

Ma la spartizione in assoluto e giovanile decisa fra le società crea troppe disparità, l’atletica di Nebiolo galoppa, i soldi dello sponsor servono a malapena per mantenere la squadra, il ricorso al mercato assume sempre più importanza. Alla fine l’armonia si rompe traumaticamente. La separazione dalla Francesco Francia crea l’attuale atletica bolognese, una realtà frammentata e divisa da rancori e divergenze. Da un anno all’altro il CUSB atletica, che forse troppo ha delegato all’altra società l’attività di base rimane senza settore giovanile e nel 2000, per ironia della sorte l’anno in cui approda con Ester Balassini alle olimpiadi, sparisce anche lo sponsor.

La rinascita dell’atletica nel centro di via del Terrapieno

Il CUS Bologna va avanti con le proprie risorse confermandosi ai vertici dell’atletica nazionale mentre una generazione di giovani tecnici ricostruisce il settore giovanile sull’impianto dell’università in via del Terrapieno. In Italia il CUS Bologna ha una immagine sana, umana e vincente, sono diverse le giovani atlete che da ogni parte chiedono di gareggiare per i colori del CUSB, trovano a Bologna il trampolino di lancio: Laura Bordignon, Giorgia Baratella, Silvia Carli, Cristiana Checchi, Valentina Costanza, Elena Romagnolo, Deborah Toniolo, Antonella Riva, e più recentemente Margherita Magnani, Lucia Colì, Stefania Strumillo, nomi importanti dell’atletica italiana, componenti fisse della nazionale che, cresciute sotto l’ala del CUS Bologna, ora gareggiano per squadre militari.
La seconda metà della storia dell’atletica leggera del CUS Bologna è costellata di:
166 maglie azzurre nelle varie categorie
110 titoli italiani sempre nelle varie categorie
Partecipazione a: Olimpiadi, Campionati del mondo, Campionati europei in pista e di lanci, Giochi del Mediterraneo, Campionati mondiali universitari, Campionati mondiali di cross

Il CUS Bologna Atletica degli anni 2000

L’atletica CUS Bologna degli anni 2000 è una realtà concreta, organizzata e strutturata con un settore giovanile numeroso, vivace, vincente, rapporti di collaborazione con altre società della provincia.

Si è mantenuta una posizione nel campionato di massima eccellenza femminile per società sulla base di una squadra ormai formata per buona parte da ragazze bolognesi e su cui si inseriscono atlete “storiche” che per attaccamento alla squadra continuano a difendere i colori della società.

La squadra maschile, a seguito di un accordo di collaborazione, si raccoglie fra le fila della storica SEF Virus Atletica.
Dai nostri centri di avviamento all’atletica escono i campioni bolognesi degli anni 2000, atleti azzurri quali: Francesca Grana (campestre e siepi), Alessio Guarini campione italiano 2009 di salto in lungo, Marco Perrone (400), Matteo Resca (salto in alto), e i più giovani Enrico Fiorini e Davide Piccolo (400 ostacoli). Si affinano e esaltano le qualità di Stefania Strumillo, ragazza di Molinella, fresca campionessa italiana di categoria nel lancio del disco, trova modo di esprimersi il fresco e limpido talento di Silvia Corbucci giovane del 1994 di S.Giovanni in Persiceto, veloce come mai nessuna alla sua età a Bologna su 100, 200 e 400 metri.
Nel Campionato Italiano di Società del 2006 il CUS Bologna è quarto assoluto.

Ma al termine di quella stagione, sotto i colpi di una crisi che taglia inesorabilmente i contributi alle università il CUSB comunica che non è più in grado di fornire supporto economico alle sezioni agonistiche.
Notizia inaspettata e traumatica, nel 2007 si sopravvive cedendo quasi tutto il patrimonio di atlete della sezione e stringendo un accordo con la SEF Virtus Bologna a cui viene passato tutto il settore maschile. A fine stagione, la retrocessione per la prima volta in 25 anni dalla “serie A “ORO” a quella “Argento”, è inevitabile.

Eppure nel 2008 si annuncia uno sponsor! La società si lega al marchio RIPRESA di Gilberto Sacrati.

Contando sulle risorse dello sponsor e grazie anche a un diverso regolamento dei campionati si torna nella massima serie raggiungendo subito il terzo posto assoluto, il miglior risultato a squadre della nostra storia!

Nel 2009 Sacrati firma la conferma della sponsorizzazione e si va avanti, ma alla fine dell’anno si scopre che qualcosa non funziona, lo sponsor ha versato solo la metà di quanto già fatturato nei due anni, ma si decide di fidarsi ancora delle sue promesse fino al settembre 2010, quando si prende atto che il contributo promesso non sarebbe mai arrivato e che il CUSB ha anticipato alla sezione atletica una cifra pari al costo di due anni di attività.

Ancora una volta la sezione atletica del CUSB si trova di fronte alla possibilità di chiudere.

Si opera un drastico ridimensionamento delle ambizioni, la sezione atletica leggera del CUS Bologna si organizzerà per sopravvivere con le sole quote di iscrizione dei propri tesserati; che renderà impossibile tenere le atlete migliori, anche quelle bolognesi cresciute in società.

Sono risorse che non possono bastare a mantenere una squadra che, oltre a dover fornire sostegno alle proprie migliori atlete quale supporto ad un impegno che prevede sei e anche più allenamenti settimanali di diverse ore per mantenersi ai più elevati livelli, ha spese enormi per partecipare ai vari campionati su tutto il territorio nazionale; questa attività di elevato livello si potrà mantenere solo in presenza di finanziamenti esterni ad essa specificatamente deputati.

A ottobre 2010 si comunica alle atlete che la società non sarà più in gradi di sostenere il costo di una attività di livello nazionale, ma a novembre arriva, insperata e quasi a tempo scaduto, la sponsorizzazione di GAMMARAD ITALIA.

La certezza del sostegno di GAMMARAD giunge quando ormai alle atlete è stata comunicata la chiusura della squadra, i febbrili contatti nei giorni successivi, condotti sul filo di bilanci che non possono non tenere conto del forte debito accumulato, portano a ricomporre una formazione risicata ma capace, sulla carta, di onorare la tradizione CUS Bologna. Ma la stagione agonistica 2011 è stata forse la peggiore della storia del CUSB atletica, con una serie di infortuni ed eventi imprevisti che ci hanno tenuto lontani dalle competizioni più importanti, fino alla retrocessione nella A1 del campionato di società.
Nel 2012, con la conferma del sostegno di GAMMARAD, a testimonianza della straordinarietà della disastrosa stagione precedente, si ottiene il recupero della serie A argento anche se non mantenuto nella fase finale, ma soprattutto una moltitudine di risultati con i giovani e le giovani speranze bolognesi, primi frutti della riorganizzazione societaria.
Il 2012 si chiude con l’annuncio che lo sponsor NON potrà continuare a sostenerci come negli anni precedenti. GAMMARAD rimarrà al fianco della sezione atletica ma con risorse che non consentono di coprire tutti i costi dell’attività.
Per ironia del destino, sono proprio i soldi non spesi a causa della disastrosa stagione 2011, a consentire di avere ancora un anno di risorse per rimanere ai piani alti dell’atletica italiana. Ancora un anno per tenere a Bologna le giovani speranze della nostra atletica.
Con il 2013 ci sarà ancora un anno per trovare nuovo sostegno oppure cambiare radicalmente l’impostazione della società verso scenari, già paventati, di subalternità societaria al mondo dell’atletica nazionale.

A dispetto della congiuntura attuale e degli alti e bassi societari, la sezione atletica leggera è depositaria di un patrimonio di competenze e delle esperienze formatesi in questi anniin tutti i settori coperti da una moderna società sportiva di atletica leggera.

Dirigenti e allenatori del CUSB sono modello di riferimento nella conduzione dei corsi di avviamento alla attività sportiva e nella gestione tecnica di atleti di assoluto livello impegnati nella preparazione dei più importanti eventi nazionali e internazionali. Per questo continuiamo a guardare al futuro, consapevoli del bagaglio tecnico-culturale di cui disponiamo e in attesa di momenti migliori.
Continueremo nel solco della grande tradizione di cui siamo depositari per far si che da noi si possa continuare a fare l’atletica bella che bene conosciamo.