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Seduta a alla scrivania dell’ufficio, con Milano bagnata da questo temporale, mi chiedo se il sole a picco sull’arena di La Feclaz sia veramente esistito o sia stato frutto della mia immaginazione... Eppure ricordo, tra le montagne verdi del Massif des Bauges (Francia), una folla urlante a incitare il protagonista indiscusso del Campionato del mondo 2011 Thierry Gueorgiou. Anzi, “Le Roi Gueorgiou”, capace di vincere 3 medaglie d’oro nelle 3 discipline disputate (middle, long e relay) e di offuscare l’altra stella del mondiale Helena Jansson 4 medaglie nelle 4 specialità previste ai WOC (oro middle, argento sprint, bronzo long e relay). Ma partiamo dall’inizio, dal buon Mauro Guizzardi che a Marzo annuncia di aver prenotato una casa colonica (che poi si rivelerà dotata di refrigerante piscina all’aperto) e da una banda di orientisti che, pur spinti dalle motivazioni più disparate per unirsi alla comitiva, hanno avuto tutti un pensiero comune: “IL BARBECUE!!!” Così ad Agosto eccoli, gli emiliani del CUS Bologna, dell’OriSasso e del Circolo Dozza, i veneti dell’Erebus Vicenza e gli Sloveni, tutti riuniti ad Aillon-Le-Jeune, ridente e vivissimo paesino nel mezzo della Savoia. Ecco un bel gruppo di 40 persone pronto ad affrontare un’intensa settimana di gare/allenamenti con la partecipazione all’O-festival e soprattutto carico nel tifare la nazionale. E per noi del CUS la nazionale significa soprattutto Marco e Michela, i due cussini convocati e impegnati rispettivamente in Sprint+Middle e Sprint+Middle+Long (e anche un po’ Andraz-col segnetto sulla zeta- Hribar, il cussino di nazionalità slovena). Difficile descrivere in poche righe un’intera settimana e soprattutto difficile spiegare ai colleghi che “sì, l’orienteering è bello praticarlo, ma anche viverlo da spettatore” e che “no, non ho sprecato una settimana delle mie vacanze, anzi, è stata una settimana emozionante che ricorderò per sempre”. Effettivamente anche io ero del partito “l’orienteering non è spettacolare e non lo sarà mai” e prima di questi WOC non ero tanto sicura che mi sarei entusiasmata per le gare degli altri, ma ho cambiato idea quasi subito. Prima gara: qualificazione middle con Marco che strappa per un pelo l’accesso in finale insieme agli altri boys della nazionale in gara (Misha e Klaus) e a Carlotta Scalet (il giorno prima del nostro arrivo Michela e Misha avevano invece centrato la finale della gara Long). E la conferma di quanto sia emozionante un mondiale credo l’abbiano avuta tutti i presenti il 3° giorno di gare dei WOC. Primo titolo mondiale 2011 in palio, quello Sprint, con qualificazione nel centro di Aix-Les-Bains e finale a Chambery. Marco, Michela ed Alessio centrano la finale in una gara molto discussa, in cui tantissimi atleti sono stati squalificati per aver pestato le ben tenute aiuole della cittadina (un attaccamento all’erba pari a quella di un amante degli spinelli oserei dire…). Marco è uno di questi, ma grazie alla consapevolezza di essere nel giusto e alla sua forza di volontà riesce a farsi riammettere in gara. La finale a Chambery è un tripudio di colori delle bandiere svolazzanti per la città a confondersi con fiori e alberi della cittadina francese immersa nel sole. Molto belli i due punti spettacolo pensati dagli organizzatori, di cui uno posizionato sulla torre del castello, e lo start rialzato da cui è possibile vedere gli atleti al via, lunghissimo lo sprint tra la folla urlante… La gara sprint è un susseguirsi di arrivi e sorpassi, sono i secondi a fare la differenza, basta poco per vedersi sfuggire la medaglia tanto sognata. E chi l’ha sognata forse più di tutti (mentre molte sognavano lui e il fratello) è Daniel Hubmann, dopo due argenti e un bronzo ai passati mondiali e una serie di piazzamenti in questa specialità nelle gare di Coppa del Mondo. Questa volta lo svizzero non sbaglia e arriva in trionfo con la bellezza di 26 secondi di vantaggio sul secondo. Ma chi sprizza gioia da tutti i pori è sicuramente Ionut Zinca, Romania, 5° classificato, a dimostrazione che anche le piccole nazioni possono sognare un posto tra i grandi. Andraz, la prossima volta vogliamo vedere la Slovenia lassù! Tra le donzelle un podio completamente giallo-blu Svezia con Gustafsson, Jansson, Eliasson…chissà, magari cambiando all’anagrafe qualche cognome…Guizzarsson, Seppisson, Tenasson… A parte gli scherzi, buona prova per Michela, 23-esimo posto e per Alessio, 24esimo, e 32-esimo posto per Marco, la cui gara è stata sicuramente inficiata dallo stress del suddetto evento. Il giorno successivo è già tempo di proclamare i nuovi campioni nella Long Distance, questa volta nell’assolata arena di La Feclaz. Per avere un’idea di quanto l’orienteering da spettatore possa essere divertente, posto un link, piccolo riassunto di quanto abbiamo potuto vedere sul maxischermo grazie al GPS posizionato sulla schiena degli atleti http://www.youtube.com/watch?v=2zGXcsnQeOw Questo è l’orienteering, correre non basta. Ne sa qualcosa l’attesissima Minna Kauppi che proprio nell’andare al primo punto passerà una pessima trentina di minuti, ma ne sanno anche qualcosa i nuovi campioni del mondo Gueorgiou e Billstam. Il primo, che inizia con la Long a depennare gli ori che si vuole portare a casa, ha passato nell’ultimo anno più tempo tra questi terreni che a casa propria e la seconda…beh, che dire? Cosa fa l’amore a una donna?!?! Resterà nella memoria di molte la scena della neo-campionessa del mondo che festeggia a suon di baci il neo-campione (un po’ di gossip non guasta mai). 36-esima la nostra Miky supportata da un mitico fun-club e 16-esimo Mikhail Mamleev, questa volta lontano dalla medaglia. Ricorderemo inoltre questa long, come dice il nostro amico Tarabocchia, per la conquista da parte di Gonon della “medaglia alla francese”, molto meno interessante del più famoso bacio, ma che va a fare pari e patta con la “medaglia all’italiana” di 2 anni fa. Dopo una giornata di riposo è la finale middle a emozionare, ancora più spettacolare rispetto alla Long. Altra gara, altre divertenti imprese dei nostri eroi nel bosco http://www.youtube.com/watch?v=XD5oEUds8ec e altro oro per Thierry (uff…che noia Tero, e sbaglia un pochetto)! Questa volta ad affiancarlo un’altra svedese, Helena Jansson, che dopo un argento e un bronzo porta finalmente a casa la vittoria davanti a Ida Bobach, già 3 ore ai JWOC. La nostra mitica Minna riesce a regalarci spettacolo anche oggi fumandosi la medaglia di bronzo allo sprint a favore della svizzera Wyder (e le due potrebbero a mio parere tranquillamente competere a un concorso di bellezza, chissà chi vincerebbe?). Per l’Italia 39esimo posto per Carlotta Scalet, 28esimo il mitico Marco, 39esimo Klaus e 42esimo Misha (che si stessero tenendo in attesa di qualcosa di grande???). E arrivò l’ultimo giorno… il giorno che nessuno vorrebbe mai arrivasse (soprattutto chi vede avvicinarsi il primo lunedì al lavoro dopo l’estate) e al tempo stesso il giorno più atteso perché il più emozionante con la gara a staffetta. La gara femminile è a dir poco pazzesca. In testa si danno il cambio almeno 5 nazioni: Svezia, Svizzera, Repubblica Ceca, Norvegia, Finlandia, Estonia, Ukraina e Danimarca sono tutte protagoniste. Nessuna ha i nervi veramente saldi e gli errori si susseguono a raffica, noi spettatori in arena ci divertiamo a guardare sul maxischermo le tracce del GPS che ricordano le mie traiettorie da ubriaca più che una linea retta tra punto e punto. E l’emozione è a mille quando ci rendiamo conto che sarà un oro vinto allo sprint. E chi poteva essere se non lei, la mitica Minna, a giocarselo? E questa volta la biondona non fallisce e si fa perdonare dai suoi tifosi e da Tone in primis per le precedenti debacle. La Finlandia porta a casa il primo posto davanti a Repubblica Ceca e Svezia, con la Norvegia quarta e la Svizzera senza neanche diploma dopo gli errori madornali delle ultime frazioniste. E a proposito di ultimi frazionisti…ecco al via la gara maschile. Per vedere il lancio ecco il link…ma vi consiglio di mantenere l’attenzione fino al minuto 2. Ne vale la pena J http://svtplay.se/v/2507886/orientering/vm-sprint_20_8_-_del_2_av_2?cb,a1364159,1,f,-1/pb,a1364158,1,f,-1/pl,v,,2507885/sb,p104184,1,f,-1 Dopo le ragazze azzurre (Scalet C., Scalet N., Guizzardi che chiudono al 20esimo posto), parte la staffetta maschile italiana composta da via Schgaguler, Tenani, Mamleev. C’è un po’ di rammarico tra noi del CUS che speravamo di poter tifar Marco anche l’ultimo giorno, ma le scelte sono scelte e io non me ne intendo. Quello che è sicuro è che anche per gli organizzatori l’Italia non è tra i favoriti e Klaus non viene neanche dotato di GPS. Dopo le gare disputate nei giorni precedenti la staffetta nessuno si aspetta la prestazione che invece Klaus riesce a mettere a punto, al cambio è quarto nel gruppone di testa. Il sorrisino inizia a spuntare sulla faccia degli italiani. Parte Alessio, sempre senza GPS. Visto che nei giorni prima dei WOC molti siti si domandavano quale sarebbe potuta essere la sfiga che faceva perdere per il 4° anno consecutivo la medaglia d’ora alla Francia, qualcuno inizia ad anticipare che magari quest’anno quella sfiga potrebbe chiamarsi Italia (ok, sono stata io, forse l’ho un po’ gufata). Fatto sta che la super frazione di Alessio che cambia in terza posizione insieme a Francia e Svezia fa trasformare quei sorrisini in boati e urla di incitamento al partente terzo frazionista, Misha. Quello che è poi successo è ormai storia. In tanti hanno commentato l’accaduto (prima l’errore e poi il PM), in tanti hanno creduto a chi diceva “A volte il GPS sbaglia e sembra che un punto non venga punzonato, ma è un’illusione ottica”, in tanti ci hanno creduto fino alla fine ma comunque tutti si ricorderanno di questa giornata e di quanto è bello quando lo sport è spettacolo. Chi non scorderà mai questa giornata è Thierry Gueorgiou (eh te pareva?) che finalmente porta a casa il tanto agognato oro in staffetta e i suoi compagni di squadra Adamski e Gonon che finalmente finiscono un mondiale senza istinto omicida nei confronti del loro “Roi”. Felici anche Norvegia e Svezia sul podio, un po’ di delusione per Hubmann che con una grande rimonta e una gara in solitaria porta la Svizzera alla medaglia di legno. Tutto ciò non può essere frutto della mia fantasia, io avrei fatto vincere sicuramente l’Italia, seconda la Slovenia (peccato che tutta la nazionale non facesse neanche una staffetta) e terzo il CUS Bologna (iscritto sotto mentite spoglie dopo aver preso la cittadinanza dello Zimbabwe). E cala così il sipario sui WOC2011… di quello che è successo al banchetto non è dato sapere a noi comuni mortali. L’anno prossimo voglio esserci ancora! Ora si torna alle gare nostrane, anzi, a LA GARA per eccellenza, i campionati italiani Long. In bocca al lupo a tutti!!! |